In questo periodo dove a causa del covid 19 la nostra vita è cambiata, ho avuto varie fasi.
La prima è durata 33 giorni ed è stata caratterizzata da ottimismo, mi ripetevo spesso che la situazione era solo una cosa temporanea e un po’ di riposo non poteva farmi che bene.
Ho corso quasi interamente sul tapis roulant, mi dicevo prendi questo periodo come un periodo di rigenerazione e così correvo tutti i giorni dai 20 ai 22 km (pensando fosse poco, il mio obiettivo negli altri periodi è 30 km al giorno). Spesso lo facevo vedendo un film sul web e il mio umore cambiava a seconda del loro contenuto. Ogni tanto vedevo la tv, ma si parlava solo di corona virus, di preoccupazioni sia per la salute che per l’economia e così dopo un pò ho bannato anche la televisione. Dopo qualche giorno della prima fase, sono finito a credere nella tesi complottista, i video che vedevo erano molto logici.
Poi, con il passare dei giorni ho smesso di essere complottista, per carità non escludo nulla, ma non credo a nessuna tesi.
Quando non correvo cercavo di fare, in maniera quasi ossesiva, tutte quelle cose che in altri periodi rimandavo. Ho caricato tra mille difficoltà tecniche diversi video sul mio canale youtube e cercato di sistemare i numerosi articoli di giornali e riviste dove si parlava di me, tutte cose conservate alla rinfusa in varie parti della mia casa sempre perchè non avevo mai tempo. Alla fine complice un dolore alla gamba, un senso di stanchezza generale e un po’ di rabbia per diverse cose che avvertivo intorno a me mi sono rifugiato sulle serie internet. Questa è stata la mia fase due quella in cui vedevo fino anche alle tre del mattino la serie La casa di carta, dove forze dell’ordine e istituzioni non erano i buoni, e rapinatori e sequestratori erano quelli per cui tifavo. La loro canzone di riferimento era Bella Ciao ed era emozionante. Poi un’altra serie, questa volta erano le carcerate a sembrare buone davanti a polizia e istituzioni. 40 puntate da 50 minuti circa per ciascuna delle due serie, tutte le puntate le ho viste in pochissimi giorni senza lasciare spazio ad altro, nemmeno allo corsa. La fase due è durata circa 15 giorni.
Poi la fase tre quella di ora, dove nel rispetto delle regole ho ricominciato a correre fuori, dove ho fatto il pane, la pizza e la focaccia barese, dove corro circa 10 km al giorno cercando anche di curare la casa e di non stancarmi troppo. Dove la rabbia e la delusione per come stanno gestendo le cose non è passata, ma dove cerco di non pensarci, perchè tanto pensarci non serve a nulla. Durante le tre fasi però non ho mai smesso di fare video conferenze, maratone solidali e benefiche e di sperare che più persone possibili riescano a guarire. Tutto qui, il racconto è finito, spero che la vostra quarantena stia andata meglio della mia. :-)
Giorgio Calcaterra

3 thoughts on “La mia quarantena

  1. Grande Giorgio!
    Grazie di averci raccontato la tua Quarantena, penso tutti noi abbiamo avuto varie fasi, e sapere che alcune si rispecchiano in quelle di un campione come te, ci renda virtualmente più vicini!

  2. Ciao Giorgio, grazie per questo racconto, oggi e’ il fatidico 4 maggio ed io la segnero’ sul calendario come festa Nazionale. Sono una dei fortunati.che vive in campagna e non ho accusato eccessivamente queste nuove condizioni sociali, per questo amo ascoltare altre esperienze. Il tuo racconto pero’ e’ speciale, appartiene ad un Campione, un Azzurro pluriCampione del Mondo e per questo, la tua parte super attiva’ la davo per scontata, la tua tenacia non poteva abbandonarti proprio adesso. Ma leggo e capisco che la situazione di restrizione, con tutta la sua imposizione e pressione, materiale, fisica e psicologica, si e’ insediata anche fra le menti piu’ forti e resistenti, menti capaci di viaggiare distanze di 100km in 6:25:47(passatore 2011) menti preparate, ferme, allenate da anni e pronte a tutto. Ma non deve essere come dice Covid 19, no! Abbiamo sempre una possibilta’! E’ fatta! Ancora una volta il Campione Calcaterra Giorgio, vince! Diventa virtuale, e’ con noi e per noi con dirette, interviste, gare virtuali, video storici di una carriera indescrivibile ed incredibile, post di incoraggiamento, scambio di pensieri e idee, chatt in fermento, noi ed il Campione! Il messaggio e’ forte e chiaro: mai arrendersi! Grandissimo Campione, ti abbiamo vissuto piu’ adesso di sempre, ci hai sostenuti, ci hai donato la tua magica e piacevole compagnia ed e’ stato il massimo in questo oscuro periodo! Grazie Giorgio e buonissima vita!

  3. Come sempre ti dimostri prima che campione un uomo comune, un uomo vero. Non solo forza e allegria ma anche debolezze, paure e umore non sempre al top! Come é diverso il tuo racconto dai video dei calciatori di questi giorni. Ascoltarti o leggerti é come sempre mai banale e insegna sempre qualcosa! Grazie

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