Sto in aereoporto, sono passate quasi 39 ore dalla gara e il dolore al fianco non mi passa. Pero’ lentamente sto recuperando. Il viaggio stancante, lo stress pregara, il cambiamento di alimentazione (mangiare fuori casa non e’ la stessa cosa), qualche ristoro sbagliato, sono alcune cose che mi vengono in mente per capire il problema che ho avuto. In realta’ pero’ non so dire quale sia stato il vero problema. Ma ora non posso non ritornare ancora una volta sulla vicenda doping, il doping e’ un problema serio, toglie voglia di correre a certi livelli a chi non ne fa uso, può rovinare la salute a chi li usa, non ultimo toglie il piacere di vedere lo sport. Il giorno prima della gara un altro caso, Leonardi, certo aspettiamo le controanalisi come e’ giusto, ma rendiamoci conto che quando si giustifica chi lo ha usato o si fa finta di niente, c’e’ qualcosa che non va. Rendiamoci conto di quanto può far male vedersi spesso sorpassare da gente senza scrupoli che poi deve anche rappresentarci. Io non mi considero un atleta migliore di Di Cecco, e anche grazie al risultato di venerdi’, credo che lui sia un buon atleta, ma quello che ha fatto rimane. Doparsi è uguale a truffare a me nessuno ha mai restituito il podio che mi ha tolto dopandosi, posso parlare solo di Carpi, perché nelle altre gare non ci sono prove, quel podio mi è stato rubato e questo scusate ma soprattutto da un Carabiniere è inammissibile. Purtroppo in Italia non è un reato penale, ma almeno scusa poteva chiederlo poteva farci sapere che era pentito, e invece no continua a fare il “santo” e questo scusate ma non riesco ad accettarlo. Non si può gettar fango sul controllo antidoping dicendo che il risultato non era veritiero, andava perseguito legalmente anche per questa sua affermazione, si spendono migliaia di euro per i controlli antidoping e l’Epo nel campione prelevato c’era e il fatto che lui non voglia ammettere l’ovvio, non mi permette di credere ad un suo pentimento. Quando nel 2012 è stato convocato io ho rispettato senza proteste ciò che veniva deciso dall’alto. Quest’anno invece quando sono venuto a conoscenza della carta Etica non ho potuto fare a meno di parlare, perché se si scrive sul sito Fidal che chi ha avuto più di due anni di squalifica non può vestire la maglia nazionale, poi non si può dire ma vale solo da adesso in poi, l’Etica è Etica! Io ho fatto il mio intervento quando ho saputo di questa carta etica, è vero era uscita già da un po’, ma io non l’avevo ancora letta. Comunque ora ho capito, in certi ambienti si parla di Etica ma poi si guarda altro. Altre persone pur essendo state squalificate per più di due anni, erano state convocate dopo la pubblicazione della carta etica e quindi per il principio di uguaglianza non si poteva non portare Di Cecco in nazionale. Per smorzare le polemiche sarebbe bastato che qualcuno si prendesse le proprie responsabilità, spiegando questo, dicendo cioè che la carta etica era stata fatta superficialmente e che quindi poteva dare adito ad interpretazioni. Ora cercherò di farmi i fatti miei, ma per favore, Amici del doping, non venite a criticarmi perché ho mostrato il mio disappunto leggendo le premesse della carta etica sul sito della mia federazione, non venite a criticarmi i modi e i tempi, io ho fatto ben poco, ho solo raccontato la storia e mostrato il mio dissenso perché non veniva attuato ciò che si scriveva e l’ho fatto non appena ho saputo della carta etica. Augurandomi che presto il doping sia reato penale, perché forse solo così si potrà ridare credibilità allo sport, ora prendo il mio aereo per tornare a casa.

Sono le 19 di domenica, continuo parlando della mia gara. Prima della partenza ero molto teso ma anche molto concentrato, poi il via, qualche km sotto i 3′ 50″ al km poi appena me ne sono accorto ho cominciato a correre a 3′ 52″/53″ al km. Non faticavo, guardavo gli avversari cercavo di capire chi era giusto seguire, alcuni atleti si sono staccati in avanti, ma ho capito che stavano esagerando e li ho lasciati andare con la massima serenità correndo in assoluta tranquillità. Oggi la sveglia per partire da Doha è suonata all’1:00 del mattino (italiana), sono un po’ stanco rimando a domani la fine dell’articolo.

Ora è lunedì, sono le 10 e 30 e finalmente dopo un lungo sonno, sono un po’ più’ riposato e posso finire la mia analisi di gara.
Questi i miei parziali di 5 km che credo da soli dicano già abbastanza.
00:18:39 00:19:40 00:19:22 00:19:23 00:19:27
00:19:10 00:19:16 00:19:55 00:21:59 00:23:50
00:24:23 00:37:40 00:23:20 00:52:12 00:32:36
00:26:46 00:27:34 00:35:56 00:25:30 00:23:25

Fino al 33esimo km una vera passeggiata, senza fiatone, solo leggermente le gambe indurite.
il 34 esimo km l’ho fatto in 4’09, seguito da un 4′ 16″ e lì sono cominciati i problemi, ma è dopo il 55 esimo km che i problemi si sono fatti veramente seri. Completamente privo di forze ho dovuto prima camminare e poi fermarmi, a quel punto è subentrata la paura che avessi preso troppi zuccheri, ai ristori davano una bevanda dolce che ho bevuto spesso, ho saltato diversi rifornimenti e alternato tratti di corsa a tratti di sosta. Devo dire che tra atleti ci sostenevamo, incrociandoci era bello vedere il sostegno degli atleti che anche con un semplice sguardo cercavano di aiutarmi. Paolo, il nostro capitano in un mio momento no, mi ha fatto trovare la forza per riprendermi e ho ho corso qualche km con lui, è stato bello e lo ringrazio, ma poi purtroppo è tornata la debolezza alla quale si è aggiunto un dolore al fianco e mi sono dovuto fermare nuovamente. Il momento più difficile al 68esimo km, mi sono dovuto stendere privo di forze ma poi è subentrato il freddo e ho dovuto alzarmi, mi si era bloccata la lingua, non riuscivo neanche a parlare, camminando sono arrivato al punto ristoro, dove ho indossato una maglietta e una felpa, nonostante freddo non lo facesse davvero. Ho vissuto momenti difficili, ma anche momenti bellissimi, dati dal calore delle persone, un atleta di Capo Verde mi ha emozionato con il suo comportamento, dal 50esimo al 60esimo km ho corso con lui, rallentava quando gli indicavo il mio fianco dolorante e aumentava quando io stavo meglio, grazie Augusto Joachim. Durante la gara ha chiesto di fare una foto con me, e il giorno dopo lui e gli altri componenti della sua squadra mi hanno regalato cappellino, sciarpa e scudetto di capo verde, veramente un gesto stupendo! Non so che senso abbia finire una gara come l’ho finita io, ma io l’ho fatto volentieri, non stavo rischiando la salute, era solo debolezza e dolore ad un fianco, non ho mai ne vomitato ne sono dovuto andare in bagno, quindi per rispetto di chi corre le 100km in 8 ore e 30′ o anche più lentamente e per rispetto della maglia che indossavo non mi sono fermato! E’ stato bello condividere alcuni giorni con Daniele, Hermann, Marco, Paolo, Barbara, Cristina, Monica e i nostri accompagnatori! Grazie di cuore a chi ha voluto seguirmi e sostenermi. Grazie anche alla Iau, per avermi premiato come atleta dell’anno (riferito al 2012), e per aver apprezzato il mio non ritiro.

27 thoughts on “Riflessioni dopo mondiale.

  1. Ciao Giorgio ho avuto modo di conoscerti ad alcune gare ed ho sempre apprezzato il tuo modo di fare!2013 collemarathon tu in ginocchio a firmare pettorali alla 100 del passatore presto in partenza nonostante la pioggia e quest’anno al via non con una buona preparazione! Sei un grande per come hai onorato la maglia azzurra, e se tutti iniziassero a parlare ci sarebbero meno dopati! Coao

  2. innanzitutto CONGRATULAZIONI …non è da tutti portare a termine una gara tanto impegnativa con le problematiche legate ad ernie discali..Il dolore al fianco potrebbe anche scaturire da fenomeni compressiv ia carico dei nervi…Cerca di fare tanto allungamento quando rientri o magari piscina…stile dorso…È stato un trauma sapere che De Cecco fa uso di doping..un gravissimo danno alla sua salute…un vero peccato….un grosso abbraccio

  3. E proprio per rispetto della maglia e chi come me è più lento di te, ti ringrazio di aver strinto i denti. Sempre li a seguirti “in diretta” venerdi sera :-) bravo Giorgio!

  4. Noi, semplici,puri, runners per passione, ti stimiamo ed abbiamo sofferto e gioito insime a te. Anche i grandi posono avere una giornata no. Poi, permettimi, lasciatelo dire: giusto così non possiamo vincere sempre Noi, lasciamo anche ad altri provare certe soddisfazioni. Ciao Campione di Vita e di Sport. Peppì

  5. Un grande gesto di sportività finire la gara. Un insegnamento a tutti i podisti professionisti e amatori che si ritirano da una competizione quando si accorgono che non taglieranno il traguardo nel tempo prefissato. Credo che la Corsa migliore sia quella fatta x il piacere di correre, non solamente x raggiungere l’obiettivo, magari a tutti costi, aiutini compresi.
    Grazie Giorgio

  6. Caro Giorgio,
    purtroppo anche lo sport è uno dei mille specchi di una società molto malata , il tuo commento instancabile contro il doping , contro chi ne fa o ne ha fatto uso senza alcun pentimento mi trova in pieno accordo e penso che in questo caso Alberico debba fare un passo in dietro , riconoscere i sui sbagli e
    condannare pubblicamente questo fenomeno . Penso che chi ha fatto uso di sostanze dopanti dovrebbe essere il primo a condannarle pubblicamente e essere in prima fila a combatterle. Se questo non viene fatto non ci si può aspettare che si faccia finta di niente e che ognuno si faccia gli affari propri.
    Per quanto concerne la gara , mi dispiace moltissimo dei problemi che hai avuto, ma il fatto che comunque tutto hai portato a termine la gara, non fa altro che confermarmi che sei un vero campione!

  7. In riferimento al giusto o nn giusto terminare una gara in certe condizioni fisiche io credo sia una cosa da fare arrivare al traguardo e sempre una soddisfazione e ripaga la fatica., il dolore sopportato! Sono una atleta amatoriale sensa ottimi risultati ho fatto tre volte il passatore e altre ultra soprattutto trail. Trovo sia giusto che tu abbia finito la tua gara indipendentemente dal tempo e classifica perché a volte è piu difficile e duro arrivare al traguardo in certe condizioni fisiche che fare una gara in salute e da podio!!! In eentrambi i casi si è vincenti.

  8. Ciao Giorgio , se ti ricordi mi me , sono Giovanni Derobertis (promoter iuta Puglia) che con mia figlia Alessandra,che aveva tanta voglia di conoscerti,abbiamo scambiato qualche parola a Cagnano Varano lo scorso anno.Volevamo solo dirti che sei veramente una persona umile lo dice il sottoscritto che ho corso tre volte il Passatore. Ci piacerebbe ospitati qualche giorno in occasione di qualche gara dalle parti nostre esattamente Putignano a sud di Bari .
    Quando vuoi abbiamo l’amicizia su FB.

  9. Caro Giorgio, avendo lavorato per tanto tempo in quei paesi penso che una gara impegnativa come la 100 km debba essere preparata con una certa cura non solo per il clima che, anche se in questa stagione è “mite” ha comunque caratteristiche particolari e soprattutto per l’alimentazione che deve essere curata! Comunque complimenti ancora e a presto a Roma. Un saluto dal Papero

  10. Chi si è permesso di criticarti in tutti i sensi, dal tuo pensiero sul doping alle 8 ore e 30 minuti (vorrei proprio vedere chi è in grado di farle), ha il solo dovere di chiederti scusa! È un stato un piacere sostenervi in questo mondiale.

  11. Semplicemente uno sportivo come pochi ed un grande uomo che non cerca MAI scorciatoie…grazie Giorgio per il grande esempio che dai anche a tutti i corridori della domenica!

  12. quanto scrivi non fa che accrescere la mia stima nei tuoi confronti, perchè come scriveva Simone:

    “Lascio passare i pensieri di ritiro e poi ritiro da cosa? mi ritiro da me stesso? Ci sono venuto io qui, se mi ritiro oggi la prossima volta tanto vale stare a casa sul divano.”

    anche tu, soprattutto tu!!!

    Un abbraccio GIORGIO

  13. Giorgio, grazie per quello che hai fatto, per quello che hai scritto,per quello che hai detto. Ti abbraccio forte, Gianni.

  14. Giorgio, sei e rimarrai sempre un esempio ed un faro per tutti quegli atleti che credono nei valori dello sport pulito e senza scorciatoie.
    Mi rendi orgoglioso di essere italiano!

  15. Ciao Giorgio,
    Il doping è come una bella donna, una volta che l’hai conosciuto è difficile lasciarlo…Nessuno atleta o Federazione potrà mai garantire a parole la “pulizia” degli atleti che lo hanno praticato, anche se solo per una volta. Quando vedo atleti che sono stati squalificati tornare a correre e vincere, nessuno potrà mai togliermi dalla testa il sospetto che questa volta non l’abbiano fatto…
    Condivido al 100% quanto dici sul penale per chi lo pratica e biasimo l’ipocrisia delle Federazioni, dei media e di tutti gli addetti ai lavori, che vedono e non riescono a mettere sul tavolo leggi e regolamenti a tutela dello sport e di chi lo pratica lealmente.
    Consolati, pensando che il sopetto che tutti noi abbiamo su questi atleti, sarà per loro il vero titolo mondiale da appendere in bacheca, anche se salgono sul gradino più alto del podio.

    Un caro saluto
    Nicola

  16. Bella lettera scritta con il cuore, non deve essere stato facile per niente. Ma sei e sarai un esempio per molti di noi. Ci vediamo a Villa. Grande Giorgio

  17. Ti cito: “Per rispetto di chi corre più lentamente… non mi sono fermato!” . Io so che quando passi a villa pamphili la gente ti saluta contenta perchè vede uno come tanti; quando vinci attrai gente alla corsa, quando perdi attrai gente alla corsa e quando sei infortunato attrai gente alla corsa. E chi ti ha conosciuto ha spesso rivoluzionato il suo modo di correre: meno dovere e più piacere. Questa è la vera etica. Il rispetto delle regole è una conseguenza di questa mentalità, legge o non legge, carta fidal o non carta fidal. E chi non ha questa mentalità si perde il meglio della Vita, campione o tapascione che sia.
    Ciao, ci si vede a villa. Ti salutano i miei figli!!

  18. Grandissimo!!! portare a termine una gara ormai compromessa con umiltà e fatica in cattiva condizione fisica dimostra che oltre ad essere un grandissimo atleta sei anche una grandissima persona.
    Nel mio piccolo anche io ho provato un impresa simile al Passatore di quest’anno è forse per questo capisco ancor di più cosa devi aver provato …. sei sempre il n*1 ci vediamo alla Wings for Life

  19. Ciao Giorgio per me rimani sempre il numero uno, ogni tanto una giornata storta ci può stare anche in considerazione del luogo eccetera pensa a quanti successi hai ottenuto, non potrò mai dimenticare le emozioni che mi hai dato a vederti vincere il mondiale di seregno sei unico forza campione

  20. Non molli come un antico romano nella fossa dei leoni che non si da per vinto; stringi i denti e a pugni chiusi sfidi le avversita’… Sarebbe piu’ semplice sedersi e riposare dopo un lungo cammino, sarebbe piu comodo fare fagotto e tornarsene a casa. Il tuo valore ho sempre sostenuto fosse nel tuo carattere nella tua persona mille volte di piu che nel tuo fisico ed il 21 novembre l hai dimostrato e per chi non ti conosceva, ha avuto occasione per farlo. Caro Giorgio ciò che sostieni ti fa onore e sono certo che nell intimo piu profondo piu nascosto anche di chi fa uso o ha fatto uso di sostanze dopanti ci sia dell invidia per non poter liberamente sostenere quello che tu semplicemente e puramente sostieni. Ciao grande campione! Un abbraccio Carlo

  21. Grande Giorgio,un esempio per tutti i podisti!
    E’ dall’ aver portato a termine la gara in quelle condizioni che si capisce il segreto
    di tutti i tuoi successi.

  22. Un grande atleta x un grande uomo
    ti aspettiamo sul passo della colla alla 100 del passatore

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